l’ermafrodito e l’adrogino

Il mito dell’androgino รจ narrato da Aristofane nel Simposio, il celebre dialogo nel quale Platone affronta ilย  tema dell’amore.
Diversamente da quel che accade oggi, in origine non esistevano soltanto due sessi, bensรฌ tre ovvero quello del maschio, quello della femmina e quello dell’androgino che condivideva le caratteristiche maschili e femminili.
In quel tempo, tutti gli esseri umani avevano due facce orientate in direzione opposta e una sola testa, quattro braccia, quattro mani, quattro gambe e due organi sessuali ed erano tondi. Per via della loro potenza, gli esseri umani erano superbi e tentarono la scalata all’Olimpo per spodestare gli dei. Ma Zeus, che non poteva accettare un simile oltraggio, decise di intervenire e divise, a colpi di saetta, gli aggressori.
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๐Ÿ–Œ Platone, dal โ€œSimposioโ€ 190c-d (trad. it. Franco Ferrari)
In questo modo gli esseri umani furono divisi in due metร  e s’indebolirono. Ed รจ da quel momento – spiega Aristofane – che essi sono alla ricerca della loro antica unitร  e della perduta forza che possono ritrovare soltanto unendosi sessualmente.

Mircea Eliade ha affermato che โ€œlโ€™androgino costituisce un archetipo universalmente diffusoโ€. Malgrado ciรฒ, la bibliografia generale in proposito รจ piuttosto scarsa. In questo volume si sono voluti approfondire alcuni aspetti importanti di questo tema, sia dal punto di vista antropologico-religioso sia da quello letterario e artistico. I contributi in esso riuniti sono dedicati: alla coppia divina nel tantrismo indiano (Alessandro Grossato), al simbolo dellโ€™androgino nella tradizione ermetico-alchemica (Luca Valentini), alle figure di sante barbute e travestite nel folclore cristiano (Francesca Faggian), al Cristo mestruato (il sudore di sangue) o provvisto di seni femminili nellโ€™esegesi e nellโ€™arte del medioevo (Philippe Walter), allโ€™ermafrodito nella cultura medievale e in Dante (Claudia Di Fonzo), allโ€™androginia simbolica di Tristano in Gottfried von StraรŸburg e in Wagner (Danielle Buschinger), alla trasformazione della donna in uomo nel Livre de la mutacion de Fortune di Christine de Pizan (Victoria Cirlot), al romanzo Sรฉraphรฎta di Balzac (Helmut Meter) e infine allโ€™Ermafrodito di Alberto Savinio (Simona Cigliana).